DAL SOGNO ALLA REALTA', MAKALALA: UN' UTOPIA CONCRETA


Le radici di questa avventura affondano nel passato, risalendo circa a 30 anni fa, quando una coppia di giovani cesenati scelsero il servizio civile internazionale come alternativa valida al servizio militare. Entrambi esercitavano la professione di insegnanti presso un seminario (scuola secondaria) a Mafinga. L'esperienza durò due anni durante i quali nacque Malaika.
All'età di 25 anni Malaika fa ritorno in Tanzania, dove vive un'esperienza di condivisione all'interno di uno dei tanti orfanotrofi di proprietà della Diocesi di Iringa dislocati sul territorio, gestito da suore teresine.
Nel 2001 Malaika, di ritorno dall'Africa, conosce Cinzia con la quale ripartirà alla fine dello stesso anno per l'orfanotrofio di Tosamaganga; dal loro incontro nasce un sogno comune di poter costruire e avviare un villaggio per bambini pensato in modo differente rispetto alla maggior parte degli altri, sia dal punto di vista strutturale che dal punto di vista organizzativo.

Dati anagrafici del progetto
PROGETTO: Costruzione centro accoglienza per bambini orfani e con altri problemi
LUOGO: Makalala (Mafinga), distretto di Mufindi, regione di Iringa
NAZIONE: Tanzania, East Africa
PROMOTORE: Malaika Giovannini, a nome di “MAKALALA”
IN COLLABORAZIONE CON: Diocesi di Iringa (Tanzania) ARCHITETTI PROGETTO: Giulio De Giovanni (CaritasAssisi), Filippo Frazzetta ( Co.p.e Catania) IMPRESA COSTRUTTRICE: Mlando Workshop (Makambako- Njombe, Tanzania)
INIZIO LAVORI DI COSTRUZIONE: Aprile 2003

Il progetto Makalala si basa sulla collaborazione con la diocesi di Iringa, il cui vescovo, Monsignor Tarcisius Ngalalekumtwa, ha messo a disposizione il terreno che verrà occupato dalle varie abitazioni.
E' situato a circa 10 km da Mafinga, il centro più vicino che sta vivendo un periodo di forte crescita, sorgendo direttamente sulla strada che da Dar Es Salaam porta in Zambia.
Mafinga è centro di scambi e commerci vari, primo fra tutti quello del legno. Sono molti, infatti, i boschi di abeti che, ad un'altitudine di circa 2000 metri, occupano gran parte del campo visivo e ad ogni taglio succede un pronto rimboschimento per garantire una produzione continua. La terra destinata al progetto ha un unico confinante: la missione dei Salesiani (seminario per catechisti); per il resto è circondata da eucaliptus e, più a valle, da un fiume, il Piccolo Ruha.
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