IL PROGETTO


NASCITA DEL PROGETTO
L'idea della nascita di un nuovo centro di accoglienza per bambini orfani in Tanzania è maturata dopo diversi mesi di esperienze personali di volontariato (nel corso degli ultimi anni) presso un orfanotrofio già esistente in loco.
PERCHE‘ UN VILLAGGIO PER BAMBINI

Allo stato attuale delle cose la trasmissione del virus dell' HIV in Tanzania (come nella maggior parte del continente africano) è una delle cause maggiori di morte. La popolazione è vittima di un'epidemia che sembra non avere via d'uscita e la percentuale più alta di casi di mortalità si trova tra i giovani dai 20 ai 30 anni. Sondaggi recenti rivelano zone in cui si raggiunge un 70% di mortalità causata dall'AIDS e sembra che la malattia continui ad espandersi in maniera esponenziale. Così centinaia di bambini ogni anno si ritrovano senza genitori e senza nessuno che possa prendersi cura di loro. Per questo motivo emerge la necessità incombente di creare centri che possano ospitarli e garantire loro l'indispensabile per la sopravvivenza, soprattutto nei primi anni di vita.

LUOGO DELL’INTERVENTO E STRUTTURAZIONE DEL CENTRO
Il progetto prevede la costruzione di un piccolo dispensario (ambulatorio medico), di tre case per i bambini, di una casa per ospiti ( volontari che vorranno fare un’esperienza in loco), di una biblioteca e centro culturale, di una “casa della parola” (un luogo comune dove incontrarsi, giocare, condividere), di una porcilaia e di una stalla a MAKALALA, villaggio sito nel distretto di Mufindi rurale, Regione di Iringa a sud-est del paese. Il progetto prevede anche la collaborazione di una volontaria espatriata, fondatrice dell’associazione Makalala per un periodo minimo di 3 anni ed in oltre l’assunzione di un’assistente sanitaria locale, di sei ragazze specializzate per accudire i bambini, due esperti per la gestione dei campi, due guardiani e un custode. Pur avendo il progetto sede principale presso il villaggio di Makalala si beneficerà tutta la popolazione della sezione nord- ovest del distretto. La durata del progetto è prevista per 4 anni con inizio in APRILE 2003.

LA CONTROPARTE LOCALE, FINANZIATORI E/O PARTNERS ITALIANI, INTERNAZIONALI E LOCALI E DEFINIZIONE DELLE RISPETTIVE COMPETENZE
Controparte e finanziatrice italiana del progetto è l’Associazione Makalala con sede a Cesena in Via Boscone, 207 (FC). L’Associazione suddetta non ha scopo di lucro e persegue il fine esclusivo della solidarietà sociale, umana, civile e culturale verso le fasce emarginate della società e verso i popoli del sud del mondo contribuendo alla tutela dei diritti civili. Appena nata l’Associazione si occupa di portare avanti, sul territorio italiano, programmi d’educazione allo sviluppo e campagne di sensibilizzazione ed informazione sulle realtà dei paesi del sud del mondo attraverso incontri con le scuole,manifestazioni e iniziative volte agli scopi previsti. Sul territorio tanzaniano ha, fino a questo momento, accolto persone ed amici al fine di collaborare con il progetto ed entrare in contatto con la realtà del luogo.
Controparte locale è la Diocesi di Iringa cui appartiene il terreno.
    Nell’ambito del suddetto progetto di cooperazione la presente Associazione si impegna a:
  • Gestire correttamente i fondi stanziati per la realizzazione del progetto provenienti da sostenitori privati e pubblici.
  • Adeguare le infrastrutture già esistenti,date a disposizione dalla Diocesi di Iringa e costruire nuove strutture.
  • Adempiere agli obblighi informativi sugli sviluppi del progetto in corso nei confronti dei donatori e sostenitori adempiere agli obblighi di rendicontazione dei fondi ricevuti nei confronti dei donatori e sostenitori.
  • Fornire alla controparte locale le risorse umane (personale) e materiali (attrezzature,materiale vario e arredi) necessarie alla messa in atto delle attività previste nel progetto.
  • Fornire la figura di un volontario italiano con funzione di responsabile di progetto e di coordinatore delle attività previste che collaborerà con le figure dei responsabili locali nella gestione del progetto.
  • Fornire un responsabile sanitario locale.
  • Fornire sei ragazze specializzate per accudire i bambini.
  • Fornire due esperti per i campi e due guardiani.
  • Gestire, per tutta la durata del progetto prevista (4 anni) la struttura.
  • Decidere assieme alla controparte locale la politica di intervento da applicare nella gestione del villaggio.
  • Svolgere attività di monitoraggio e valutazione sulla base di indicatori relativi all’impatto del progetto sia in termini di partecipazione sia qualitativi; le suddette attività verranno svolte durante tutto l’arco di durata del progetto e saranno affidate al personale del progetto che elaborerà un rapporto di valutazione finale.
    Nell’ambito del suddetto progetto di cooperazione la controparte locale, cioè la Diocesi di Iringa, si impegna a:
  • Mettere a disposizione il terreno per la costruzione degli edifici e per il progetto agricolo.
  • Facilitare l’inserimento e l’operatività del personale volontario italiano.
  • Svolgere, insieme al responsabile della parte italiana, le attività di monitoraggio e valutazione previste durante tutto l’arco di durata del progetto.
  • Garantire collaborazione per la continuazione delle attività anche dopo la fine dell’intervento di parte italiana.
TARGET DEI BENEFICIARI, DIRETTI E INDIRETTI,DELL’INTERVENTO E LA LORO PREVISIONE QUANTITATIVA
I beneficiari diretti dell’intervento saranno inizialmente 60 bambini che aumenteranno negli anni. Beneficiari indiretti del progetto saranno gli abitanti dei villaggi circostanti e della sezione nord-ovest del distretto che potranno usufruire dei servizi elementari di assistenza medico-sanitaria, di prevenzione, informazione e cura offerti dal piccolo dispensario.

OBIETTIVI GENERALI
  • Accoglienza di bambini neonati rimasti orfani.
  • Miglioramento delle condizioni sanitarie e di vita dei bambini.
  • Promozione di campagne di sensibilizzazione, prevenzione e informazione contro la piaga dell’aids.
  • Aumento degli indici di speranza di vita alla nascita delle statistiche nazionali ufficiali.
  • Sensibilizzazione mirata alle famiglie e/o villaggi di provenienza dei bambini.
  • Mantenimento scolastico dei bambini accolti nel centro anche dopo il rientro a casa.
OBIETTIVI SPECIFICI
  • Ristrutturare le due case esistenti in loco: dispensario e casa per volontari.
  • Costruire tre case per i bambini.
  • Costruire una “casa della parola”.
  • Costruire stalle ed avviare un progetto agricolo.
  • Ristrutturare spazio per biblioteca e centro culturale.
  • Attrezzare la struttura con materiale e arredi necessari.
  • Sensibilizzare la popolazione locale sull’importanza della prevenzione e dell’informazione contro la piaga dell’aids e delle MTS (malattie sessualmente trasmissibili).
  • Offrire prima assistenza,diagnosi e cura.
PIANO DI LAVORO
Il piano di lavoro prevede le seguenti attività:
  • Ristrutturazione e costruzione degli edifici che andranno a costituire la struttura del villaggio.
  • Fornitura e adeguamento degli impianti della struttura.
  • Acquisto e dotazione di attrezzature e arredi.
  • Selezione del personale locale consistente in: 6 ragazze specializzate, un responsabile sanitario, due esperti per i campi e due guardiani.
  • Avvio del centro con l’accoglienza dei bambini.
RISULTATI ATTESI
  • Adeguamento delle infrastrutture.
  • Miglioramento delle condizioni di salute dei bambini orfani ospitati.
  • Incremento della sensibilizzazione sull’aids nei villaggi interessati.
  • Raggiungimento dell’autosufficienza del villaggio “Makalala”.
METODO GESTIONALE DEL CENTRO
Le ragazze che seguiranno i bambini hanno studiato per due anni nell’unica scuola di specializzazione in Tanzania che prepara in maniera approfondita su tutto ciò che è il mondo dei neonati, dalla psicologia infantile all’assistenza sanitaria, perciò i bambini verranno seguiti e curati in base a tutte le necessità indispensabili.

Contemporaneamente, si seguirà un programma di collaborazione e coscientizzazione con la famiglia o il villaggio di provenienza del bambino in modo tale che questi siano in grado di aiutare il suo reinserimento nella società.
I bambini saranno sostenuti economicamente fino al raggiungimento di una loro autosufficienza lavorativa e si farà il possibile perché ricevano una lunga istruzione attraverso gli studi.

SOSTENTAMENTO DEL CENTRO
Anche se si cercherà di raggiungere un autosufficienza, almeno alimentare, il centro vive grazie a donazioni di benefattori privati, adozioni a distanza , sovvenzionamenti di enti e/o istituzioni e ricavati provenienti da iniziative varie ( cene, spettacoli, mercatini).

Costi preventivi dell’intera struttura, cosa è stato realizzato e cosa ancora non lo è stato
Struttura Ammontare costo costruzione in Euro Realizzazione
Dispensario 9.000,00 (novemila) Terminata giugno 2003
Casa di servizio per personale 9.000,00 (novemila) Terminata luglio 2003
Impianto idrico (pozzo) 15.000,00 (quindicimila) Terminata febbraio 2004
Prima casa per bambini 27.000,00 (ventisettemila) Terminata giugno 2004
Seconda casa per bambini 30.000,00 (trentamila) Terminata maggio 2005
Terza casa per bambini 30.000,00 (trentamila) Di prossima costruzione
Casa della parola 10.000,00 (diecimila) Di prossima costruzione
Recinzione in muratura 25.000,00 (venticinquemila) Terminata dicembre 2003
Stalla per vacche, porcilaia 7.000,00 (settemila) Terminata maggio 2005
Ristrutturazione biblioteca e centro culturale 8.000,00 (ottomila) Di prossima costruzione
Totale 170.000,00 (centosettantamila)  

COSTI DI GESTIONE DEL VILLAGGIO
2 esperti per gestione campi € 30/ mensili x 2
6 ragazze specializzate per accudire i bambini € 60/mensili x 6
2 guardiani € 25/ mensili x 2
1 custode € 25/mensili
1 infermiera specializzata €40/mensili
Spese mantenimento centro (alimenti, medicinali, luce, ecc…) € 2mila/mensili
TOTALE MENSILE € 2.535,00


COSTO DI GESTIONE TOTALE ANNUO: € 30.420,00
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